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La vita religiosa
viene illustrata da
Sören
Kierkegaard attraverso la figura di ABRAMO. Questi vive
fino a settant'anni nel rispetto della legge morale, finché
riceve da Dio l'ordine di uccidere il figlio Isacco. Il
significato della figura di Abramo consiste nel fatto che il
sacrificio del figlio non gli viene da una esigenza morale ma da
un ordine divino, in totale contrasto con la sua concezione
etica. Ciò significa che l'affermazione del principio RELIGIOSO
SOSPENDE completamente l'azione del principio MORALE. Tra
i due principi non c'è alcuna possibilità di mediazione, di
conciliazione; l'opposizione è totale. L'uomo che ha FEDE segue
quindi l'ordine di Dio, anche in contrasto con l'etica. La vita
religiosa si basa quindi sulla FEDE la quale esprime, secondo il
nostro, un rapporto PRIVATO fra uomo e Dio. Da qui deriva il
carattere incerto e rischioso della vita religiosa. Come
può l'uomo essere certo di essere eletto, di essere colui al
quale Dio ha affidato un compito eccezionale, che giustifica la
sospensione dell'etica ? Da questa insicurezza deriva l'
ANGOSCIA.
Il cristianesimo è
quindi Paradosso, Scandalo, Contraddizione, Necessità e nello
stesso tempo Impossibilità di decidere, Dubbio, Angoscia. Poichè
queste sono le caratteristiche fondamentali dell'esistenza umana,
rimane ben spiegato come mail CRISTIANESIMO sia, più
di qualsiasi altra religione o filosofia, in grado di
rappresentare capire la vita dell'uomo.
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