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Prendiamo, quindi, le
mosse da “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione”
( 1843 ). L’opera costituisce la “scoperta”e, vorremmo
dire, quasi la sorpresa e la meraviglia,
da parte del giovane Marx del fatto
che tutta la grande e rinomata filosofia di Hegel, in
particolare quella del Diritto,
possa essere semplicemente “svelata”come la riedizione, in
vesti moderne e mascherate, della metafisica religiosa del
cristianesimo. I fondamenti di questa religione si basano,
secondo Marx ( tematica già sviluppata da L. Feurbach ), su un
ragionamento logico viziato per cui Dio, frutto della creazione
dell’uomo, finisce per essere concepito come suo
creatore. L’uomo, per le sue debolezze, si crea infatti
l’immagine di un Ente perfetto ( “eterno”,
“onnipotente”, “buono”,
ecc. ) cui dà realtà attraverso un processo di ipostatizzazione (
“proiezione”, diremmo con un termine d’ambito psicologico,
forse più intuibile ) che
non solo ha vita propria ma finisce per giustificare
quella dell’uomo, facendogli assumere quel valore e
quella dignità che non sembra riuscire a trovare in se stesso (
mistificazione ).
Il rovesciamento del
corretto rapporto
concreto-astratto, soggetto-predicato è esattamente ciò che
avviene anche nella Filosofia del Diritto di Hegel. Invece di
limitarsi, per esempio, a constatare che, in certi momenti della
storia esiste la monarchia
( realtà concreta), essa viene
“giustificata” ( mistificata ) attraverso un
passaggio logico non dovuto che porta a considerare lo Stato
come fondato sulla sovranità e che questa si incarni
necessariamente ( deduzione non necessaria ) nel monarca, cioè
in una sovranità statale personificata. Anche per una
situazione empirica
concreta e anacronistica come il maggiorascato
( il primo figlio
maschio eredita
tutto il patrimonio della famiglia ), viene giustificata da
Hegel, spiega Marx, attraverso
un “misticismo logico” che
la “santificata” come espressione della razionalità
mentre, al contrario, essa è solo
il risultato dell’arretratezza politica ed economica
del Paese ( la Germania del tempo ).
E’ attraverso questo lavoro di decriptazione della filosofia
di Hegel che il
giovane Marx riesce ad affrontare le problematiche che sopra
abbiamo identificato come uno dei passaggi fondamentali del suo
pensiero.
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