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Aforisma
Una
espressione linguistica breve ed espressiva che nasconde un
contenuto di pensiero ampio e profondo. Lo scopo dell’A. è,
nella forma della sentenza, quello di indurre alla riflessione
nella forma della massima, di guidare l’agire con norme di
o, vita.
Fatto
(ted.:
Tatsache)
Nel linguaggio del Tractatus,
una
relazione effettiva tra oggetti o cose,
perciò un accadimento possibile o stato di cose (ted.: Sachverhalt)
che si verifica realmente. In questo caso il fatto è atomico.
Se il fatto è dato dalla combinazione di più eventi (p. es.: Piove
e tira vento)
allora parleremo di fatto complesso o molecolare.
Forma
dell’oggetto
La
possibilità che un oggetto o cosa (espressi linguisticamente da
un nome) si combini con altri in uno stato di cose. Dal punto di
vista linguistico, la possibilità che un nome si combini con
altri all’interno di una proposizione.
Gli
esempi di F.
proposti da Wittgenstein sono: spazio, tempo, colore (Tractatus,
2.0251).
Giuochi
linguistici
Un
gioco come tanti altri, ma giocato con le espressioni
linguistiche, di qualunque genere esse siano. Un gioco necessita
di regole, anche molto primitive. Allo stesso modo il gioco
linguistico si basa sulle regole della grammatica il cui uso è,
in ultima analisi, determinato da fattori extralinguistici, e
cioè sociali. Il linguaggio, allo stesso modo dei giochi, è il
prodotto di una certa società, della quale esprime i valori, le
credenze, la cultura, i gesti. In tal senso il gioco linguistico
è la manifestazione di forme di vita. Molteplici sono gli
aspetti del vivere sociale e personale; di conseguenza vari e
numerosi saranno i giochi linguistici.
Proposizione,
Senso, Valore di verità, Funzione di verità
La
proposizione è nella sua forma tipica un espressione
linguistica di senso compiuto che può essere stabilita come
vera o falsa. Wittgenstein, nel Tractatus distingue tra
proposizioni semplici o atomiche (che descrivono un fatto
semplice o atomico) e proposizioni complesse (dette anche
molecolari), che risultano dalla connessione di due o più
proposizioni semplici. Le proposizioni semplici confrontate con
i fatti possono risultare vere o false. In entrambi i casi
saranno dotate di senso. L’essere vera o falsa di una
proposizione esprime il suo valore di verità (V/F). Una
proposizione complessa avrà, invece, un valore di verità dato
da quello delle proposizioni atomiche che la compongono. In tal
senso si dice che la proposizione complessa è una funzione di
verità (è vera o falsa in funzione della verità o falsità
dei suoi componenti).
Un
caso particolare sono le proposizioni della logica, che non
dicono nulla del mondo e sono, quindi, vuote di contenuto e,
perciò, prive
di senso, sebbene non senza senso, dato che mostrano come si
opera su schemi e simboli.
Nel
contesto del Tractatus,
la proposizione (o, in altri termini, il linguaggio) è un fatto
del mondo, capace però di raffigurare altri fatti.
Più
liberale appare la posizione delle Ricerche,
dove si accettano a pieno titolo svariati tipi di proposizione.
Tutto dipende dal gioco linguistico che si prende in
considerazione. In tal senso preghiere, comandi, espressioni
poetiche, battute di spirito (e, ovviamente, asserti
scientifici), etc., sono tutte costruzioni legittime.
Segno
proposizionale
La
proposizione considerata nel suo insieme: Il segno, mediante il
quale esprimiamo il pensiero, lo chiamo il segno proposizionale
(Tractatus, 3.12).
Significato
Nel
Tractatus il S. spetta
propriamente ai nomi - mentre si parla di senso della
proposizione (vedi). Il S. di un nome è la sua corrispondenza a un oggetto del
mondo.
Nelle
Ricerche il S. non è dato dalla semplice corrispondenza
parola-oggetto, anche perché in molti casi tale corrispondenza
non c’è: si pensi all’espressione ahi. In realtà è
l’uso di un termine entro un contesto linguistico a
determinare il suo S. e a identificarsi con esso. In questa
prospettiva non vi sono definizioni fisse o essenzialistiche dei
termini; c’è, al contrario, una serie di usi possibili, e
storicamente variabili, di un termine all’interno di un
linguaggio esprimente una forma di vita.
Stato di
cose (ted.:
Sachverhalt)
Un
possibile accadimento del mondo, cioè un possibile fatto della
realtà. Il sussistere di un o S. d. C., cioè il suo
verificarsi effettivo, è un fatto della reatà.
Lo
S.
d. c. non va confuso con semplici oggetti del mondo, dato che
esprime il combinarsi di oggetti tra loro in un avvenimento: non
quindi il
tavolo,
ma Il
tavolo è nella stanza.
Struttura
Il
modo in cui un oggetto risulta combinato con altri in uno stato
di cose (e il nome con altri in una proposizione).
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