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Eleonora d'Arborea

Cagliari

L. Wittgenstein : GLOSSARIO

  

Aforisma

Una espressione linguistica breve ed espressiva che nasconde un contenuto di pensiero ampio e profondo. Lo scopo dell’A. è, nella forma della sentenza, quello di indurre alla riflessione nella forma della massima, di guidare l’agire con norme di o,  vita.

Fatto (ted.: Tatsache)

Nel linguaggio del Tractatus, una relazione effettiva tra oggetti o cose, perciò un accadimento possibile o stato di cose (ted.: Sachverhalt) che si verifica realmente. In questo caso il fatto è atomico. Se il fatto è dato dalla combinazione di più eventi (p. es.: Piove e tira vento) allora parleremo di fatto complesso o molecolare. 

 

Forma dell’oggetto

La possibilità che un oggetto o cosa (espressi linguisticamente da un nome) si combini con altri in uno stato di cose. Dal punto di vista linguistico, la possibilità che un nome si combini con altri all’interno di una proposizione. Gli esempi di F.  proposti da Wittgenstein sono: spazio, tempo, colore (Tractatus, 2.0251).

Giuochi linguistici

Un gioco come tanti altri, ma giocato con le espressioni linguistiche, di qualunque genere esse siano. Un gioco necessita di regole, anche molto primitive. Allo stesso modo il gioco linguistico si basa sulle regole della grammatica il cui uso è, in ultima analisi, determinato da fattori extralinguistici, e cioè sociali. Il linguaggio, allo stesso modo dei giochi, è il prodotto di una certa società, della quale esprime i valori, le credenze, la cultura, i gesti. In tal senso il gioco linguistico è la manifestazione di forme di vita. Molteplici sono gli aspetti del vivere sociale e personale; di conseguenza vari e numerosi saranno i giochi linguistici.  

Proposizione, Senso, Valore di verità, Funzione di verità 

La proposizione è nella sua forma tipica un espressione linguistica di senso compiuto che può essere stabilita come vera o falsa. Wittgenstein, nel Tractatus distingue tra proposizioni semplici o atomiche (che descrivono un fatto semplice o atomico) e proposizioni complesse (dette anche molecolari), che risultano dalla connessione di due o più proposizioni semplici. Le proposizioni semplici confrontate con i fatti possono risultare vere o false. In entrambi i casi saranno dotate di senso. L’essere vera o falsa di una proposizione esprime il suo valore di verità (V/F). Una proposizione complessa avrà, invece, un valore di verità dato da quello delle proposizioni atomiche che la compongono. In tal senso si dice che la proposizione complessa è una funzione di verità (è vera o falsa in funzione della verità o falsità dei suoi componenti).

  Un caso particolare sono le proposizioni della logica, che non dicono nulla del mondo e sono, quindi, vuote di contenuto e, perciò, prive di senso, sebbene non senza senso, dato che mostrano come si opera su schemi e simboli.

  Nel contesto del Tractatus, la proposizione (o, in altri termini, il linguaggio) è un fatto del mondo, capace però di raffigurare altri fatti.

  Più liberale appare la posizione delle Ricerche, dove si accettano a pieno titolo svariati tipi di proposizione. Tutto dipende dal gioco linguistico che si prende in considerazione. In tal senso preghiere, comandi, espressioni poetiche, battute di spirito (e, ovviamente, asserti scientifici), etc., sono tutte costruzioni legittime. 

Segno proposizionale

La proposizione considerata nel suo insieme: Il segno, mediante il quale esprimiamo il pensiero, lo chiamo il segno proposizionale (Tractatus, 3.12).

Significato

Nel Tractatus il S.  spetta propriamente ai nomi - mentre si parla di senso della proposizione (vedi).  Il S. di un nome è la sua corrispondenza a un oggetto del mondo.

Nelle Ricerche il S. non è dato dalla semplice corrispondenza parola-oggetto, anche perché in molti casi tale corrispondenza non c’è: si pensi all’espressione ahi. In realtà è l’uso di un termine entro un contesto linguistico a determinare il suo S. e a identificarsi con esso. In questa prospettiva non vi sono definizioni fisse o essenzialistiche dei termini; c’è, al contrario, una serie di usi possibili, e storicamente variabili, di un termine all’interno di un linguaggio esprimente una forma di vita. 

Stato di cose (ted.: Sachverhalt)

Un possibile accadimento del mondo, cioè un possibile fatto della realtà. Il sussistere di un o S. d. C., cioè il suo verificarsi effettivo, è un fatto della reatà.

 Lo S. d. c. non va confuso con semplici oggetti del mondo, dato che esprime il combinarsi di oggetti tra loro in un avvenimento: non quindi il tavolo, ma Il tavolo è nella stanza.

Struttura

Il modo in cui un oggetto risulta combinato con altri in uno stato di cose (e il nome con altri in una proposizione).

 

 

 

 

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