| «Uno
stato di cose è pensabile» vuol dire: noi ce ne possiamo fare
un’immagine (3.001).
Il
fatto che possiamo raffigurarci col pensiero uno stato di cose,
e che quindi ce ne possiamo fare un’immagine, implica la
possibilità che questo pensiero o immagine trovi espressione
nel linguaggio e, in particolare, in una determinata
proposizione.
Nella
proposizione il pensiero si esprime sensibilmente (3.1).
La
proposizione (che come segno dell’espressione del pensiero può
essere detta segno
proposizionale), mediante fonemi o grafemi manifesta il
pensiero in una forma sensibile: è un fatto, e come tale è
percebibile dai sensi. Ma è un fatto capace di raffigurare o
descrivere altri fatti.
La
proposizione è costituita da parole o segni semplici. Alcuni di
questi segni sono nomi. I nomi si riferiscono a oggetti
possibili del mondo. In questo riferimento sta il significato
del nome:
Il
nome significa l’oggetto. L’oggetto è il suo
significato(3.203).
Alla
configurazione dei segni semplici nel segno proposizionale
corrisponde la configurazione degli oggetti nella situazione
(3.21).
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